L’enneagramma delle nove personalità.

Pubblicato in Enneagramma e Personalità

L’enneagramma delle nove personalità.

 

 

 

Enneatipo Uno. Il legislatore (Ira)

Il tipo Uno ha un bisogno irrefrenabile di tenere tutto sotto controllo, perché ogni cosa deve essere al suo posto, gli eventi devono seguire l’ordine prestabilito, niente deve uscire fuori dagli schemi e tutto deve essere fatto rigorosamente secondo i suoi piani. Perciò è molto poco spontaneo, formale e pignolo. I suoi modi di fare, l’intonazione della voce, persino la sua andatura, ne rivelano l’aspetto solenne e rigidamente controllato. Sembra quasi che cammini facendo attenzione a dove mette i piedi. Di certo è sempre puntuale ed è pronto a rimbrottare chi non si attenga agli orari prestabiliti, facendone una questione morale.

Pronuncia solo parole appropriate e, per utilizzare un linguaggio forbito spesso lo si trova a consultare il vocabolario per capire cosa significa una parola e per accertarsi che sia quella giusta da utilizzare. Indossa sempre l’abito adatto alle circostanze e fa tutto come si conviene. Sembra un perfetto lord inglese e da l’impressione di un generale, aristocratico e altezzoso, padrone di sé, dall’aria un po’ cupa e seriosa.
È sempre teso e non si rilassa mai, perché non può permettersi di lasciarsi andare ai sentimenti, pertanto deve dare l’impressione di mantenere sempre un certo contegno.

Esageratamente meticoloso e corretto, maniaco della pulizia e dell’ordine, è convinto di fare le cose meglio di chiunque altro, perciò deve fare tutto lui. Tuttavia non è mai soddisfatto dei risultati perché fa riferimento a canoni di perfezionismo, che in quanto tali, non sono raggiungibili e proprio per questo prova una rabbia tanto spropositata da doverla reprimere. Ma è del tutto impensabile fargli capire che la perfezione non è di questo mondo, perciò nulla può andargli bene ed è sempre in ansia per il timore di non essere mai preparato abbastanza. Per questo è capace di buttare all’aria la scrivania per tre ore per trovare un foglio che si potrebbe riscrivere da capo in trenta secondi. Comunque per via della sua saccenza potrebbe essere un pubblico accusatore molto capace o un castigatore impeccabile di cattivi costumi, che andrebbe molto fiero del suo ruolo.

Il tipo Uno è forse l’unico a cui piace seguire una dieta o attenersi a delle norme, perché adottando le restrizioni, in virtù del senso di responsabilità eccessivo che lo governa, può avvalorare la rettitudine delle regole.
È fissato con la perfezione e
il problema per lui non è quello di tenere tutto a posto, ma di credere che tutto debba deve essere fatto per forza bene come dice lui, per cui diventa un tormento per gli altri e può risultare un grande scocciatore.

Dato che può diventare davvero insopportabile e portare gli altri all’esasperazione, molto spesso ottiene la ragione solo in virtù del senso di sfinimento indotto nelle persone che gli sono vicine. Peraltro le regole non le fa lui, ma si appella alla giustizia di ciò che è considerato universalmente valido e pretende di essere obbedito, altrimenti si indispettisce. Sebbene la mancanza di attinenza alle regole lo faccia arrabbiare terribilmente, non si occupa poi di verificare se gli è stato obbedito davvero, perché parte dal presupposto che ha sempre ragione lui, per cui non ne vuole sapere di ascoltare il punto di vista degli altri.

Se avete presente il famigerato Furio, interpretato da C. Verdone in “Bianco, rosso e Verdone”, o Sheldon Cooper, il protagonista della più attuale sitcom “The Big Bang Theory”, potete farvi un’idea del tipo Uno, sebbene quest’ultimo presenti anche alcuni tratti tipici del Cinque, come la sua ‘fobia’ del contatto.

Se è vero che il tipo Uno sarebbe un perfetto riformatore, dovrebbe comunque essere l’unico perché non può confrontarsi con gli altri a causa della superiorità e dell’intransigenza.
Per questo è portato ad offrire spiegazioni e impartire nozioni in relazione a tutto quello che conosce in maniera
pedante. Inoltre, per via di questa sua indole ossessiva, si deve adeguare ad un regime di vita restrittivo e ha un’estrema difficoltà a manifestare l’affetto, oltre che ad instaurare relazioni senza considerare di attenersi a dei patti. Il tipo Uno pertanto, ha imparato a reprimere la rabbia che inconsciamente lo domina per il fatto stesso di auto impartirsi una disciplina tanto rigorosa e ferrea. L’unico buon motivo per cui si concede l’opportunità di sfogarla è quello di protestare quando le cose non vanno come dice lui e non vengono rispettate le leggi.

Può arrabbiarsi molto anche perché c’è qualcosa che non gli riesce o se incorre in uno sbaglio, perché non può ammettere di essere imperfetto, oltre che quando siano gli altri a cadere in errore, che è sempre pronto a far notare. Sembra provi gusto a criticare severamente gli altri, così da poter mostrare quanto sia intelligente e assennato e confermare che sia lui il migliore. Naturalmente per restare fedele alle convenzioni, anche dedicarsi al piacere richiede delle limitazioni e alcune attività gli sono completamente precluse per via di ciò che si deve e ciò che non si deve fare.

Il tipo Uno è stato un bambino particolarmente soggetto a una serie di restrizioni e di obblighi, ai quali anche da adulto non può fare a meno di conformarsi, pena il rimprovero dei genitori, di cui più tardi si è fatto portatore.

La sua nevrosi, cioè il modo in cui il proprio modo di essere e di pensare ostacola la serenità, è quella di essere perennemente sotto il giogo delle norme e tutta la sua vita è orientata a rispettarle in funzione di ciò che ha appreso, perciò finisce col fare solo quello che deve e quasi mai quello che gli piace.

PERSONAGGI FAMOSI: Benito Mussolini; Margaret Thatcher; Thomas Jefferson; George, padre pakistano del film “East is East”; Furio del film “Bianco, rosso e Verdone”; Sheldon Cooper nella sitcom “The Big Bang Theory”; Sant’Ignazio di Loyola; Federigo Borromeo ne “I promessi sposi”; Mary Poppins


Riferimenti:
Naranjo, Carattere e Nevrosi. L’Enneagramma dei tipi psicologici, Astrolabio, Roma, 1994
P. Quattrini, Enneagramma. Teoria del carattere, IGF, Roma, 2003



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