Sabato 22 Gennaio 2022

Cos’è l’EMDR: come curare un trauma

Pubblicato in EMDR

Tempo di lettura: 4 minuti

L'EMDR è un approccio terapeutico
 con il quale è possibile elaborare i vissuti traumatici del passato che si ripercuotono sul benessere attuale, senza permettere alla persona di vivere serenamente come prima.
La denominazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) si riferisce al fatto che l'evento traumatico viene rielaborato attraverso i movimenti oculari che il paziente fa seguendo con lo sguardo le dita del terapeuta oppure dandosi alternativamente dei lievi colpetti sulle ginocchia o sulle braccia. Questi servono a riattivare quella parte del cervello che, a seguito del sovraccarico emotivo, ha impedito che l’esperienza traumatica giungesse completamente alla coscienza.
Infatti, al momento dello shock, il controllo delle aree cerebrali deputate  all’elaborazione delle informazioni viene inibito e se la mente non le immagazzina in modo appropriato, non si riesce a diventare pienamente consapevoli di ciò che è successo e ad accettarlo come realmente accaduto.

Quando viviamo un trauma è come se una parte della nostra mente si fermasse per permetterci di reagire e le sensazioni percepite al momento dello shock possono restare congelate anche dopo molto tempo.
Talvolta può capitare di avvertire un forte stato di ansia o di paura eccessiva anche quando apparentemente non c'è motivo per sentirsi così, perché queste sensazioni non sono giustificate dagli eventi contingenti. Per esempio, dopo un incidente stradale può esservi capitato di trasalire al suono della sirena di un’ambulanza, oppure di spaventarvi eccessivamente nel caso abbiate avvertito un pericolo alla guida.  
Ciò significa che ogni volta che il nostro cervello viene stimolato da impulsi simili a quelli che hanno generato il trauma, il ricordo dell’evento originale viene rievocato e con esso si attivano le stesse reazioni.

Lo stesso può accadere quando si sperimenta la perdita di una persona cara: nei primi mesi successivi all’evento luttuoso, se non addirittura dopo periodi di tempo più lunghi, guardare una sua fotografia o dover rispondere a una domanda che la riguardava, sembrano essere azioni irrealizzabili, perché farlo potrebbe suscitare di nuovo le sensazioni di dolore associate alla sua perdita.

Invece, rievocando il ricordo in maniera ‘controllata’, il paziente si può riappropriare delle informazioni adeguate che aveva rifiutato inconsapevolmente, per poi riprendere coscienza della sofferenza negata e lasciare emergere le emozioni che fino ad allora erano rimaste inespresse.

L'utilizzo dell'EMDR facilita l’accesso alle emozioni che inconsciamente vengono negate perché troppo dolorose, permettendo al paziente di riviverle nel contesto terapeutico e di sperimentare reazioni diverse 
da quelle che ha adottato in prima battuta per far fronte al trauma.
Le prime risposte all’evento traumatico, infatti, sono generalmente reazioni istinitve di difensa che ci spingono alla fuga o ci fanno sentire paralizzati dalla paura e sono dette "di sopravvivenza" perché funzionali a sopportare la portata dell'esperienza, che altrimenti sul momento risulterebbe insormontabile. Tuttavia esse restano impresse nella memoria e possono diventare schemi di risposta fissi, che nel lungo periodo non risultano più adattivi per l’individuo.

Grazie alla tecnica EMDR il paziente può imparare a gestire le emozioni di dolore e di angoscia come una naturale conseguenza del trauma dato che, non essendo emerse contestualmente all’evento, devono essere vissute nella realtà presente per poter essere superate in modo definitivo.

Quando sperimentiamo un trauma subiamo uno shock
che provoca nella nostra mente una sorta di frattura temporale tra il momento in cui l’evento si è verificato e il momento successivo, durante il quale seguitiamo a vivere in maniera quasi inconsapevole.
In quel frangente è come se gli emisferi cerebrali avessero smesso di comunicare tra loro e dovessero riprendere una conversazione che è stata interrotta.
Per questo, se da una parte siamo profondamente addolorati e scossi, dall’altra siamo increduli e disorientati e ci comportiamo come se quello che è accaduto non fosse veramente successo.
L’EMDR consente agli emisferi cerebrali di riconnettersi tra loro, così il paziente può finalmente riconoscere e assimilare l’evento come parte integrante delle sue esperienze di vita passata, superare l’impasse e guarire.

Con l’ausilio dell’EMDR la percezione delle emozioni dolorose cambia nel corso delle sedute, perché il paziente ha l’occasione di rivivere gli effetti del trauma con una consapevolezza maggiore e con un’intensità più sopportabile rispetto a quando le ha sperimentate la prima volta.
Infatti ciò che permette al paziente di affrontare il dolore è la possibilità di accorgersi che attualmente si trova in una condizione diversa da quella del passato, perché lo studio del terapeuta rappresenta un luogo protetto ove sentirsi al sicuro e lasciarsi andare liberamente al pianto o alla rabbia, che forse prima aveva represso.
Così, man mano il paziente impara a tollerare sempre meglio le reazioni dovute all'impatto emotivo del trauma, fino a quando non è in grado di gestirle da solo.

Quando poi l’esperienza traumatica diventa accettabile, è possibile anche trasformare le convinzioni erronee secondo le quali si è soliti colpevolizzarsi degli eventi accaduti. Per esempio, la frase che tipicamente può risuonare come: “è colpa mia”, può essere sostituita da un’affermazione più adeguata come: “non sono responsabile di quello che è successo".

Oltre che nei casi di traumi importanti come un lutto, l’utilizzo della tecnica EMDR è applicabile anche per la cura di sintomi quali ansia, fobie e stati depressivi, nonché dei disturbi emersi a seguito di qualsiasi situazione traumatica che abbia influenzato negativamente la persona riguardo alle percezioni di sé e della sua vita futura.


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