Sabato 24 Aprile 2021

Quando guardi un film in quale attore ti riconosci?

Pubblicato in Personalità, Film

Tempo di lettura: 4 min

Guardando un film, capita spesso di immedesimarsi in uno degli attori e scoprire che alcuni aspetti del suo ruolo, che giudichiamo estranei al nostro carattere, si rivelano più affini ad esso di quanto non avremmo immaginato.
Di solito, per effetto di un meccanismo chiamato ‘proiezione’, per il quale attribuiamo agli altri ciò che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi, non siamo propensi ad accettare i lati sgradevoli della nostra personalità.
Tuttavia, se da spettatori vediamo le nostre modalità caratteriali proiettate sul grande schermo, queste diventano più evidenti e, anziché attribuirle agli altri, riusciamo meglio a mettere a fuoco quelle che ci appartengono.
Così, un film può rivelarsi un filtro funzionale al rispecchiamento di sé, anche perché le vicende e il modo in cui i protagonisti le affrontano, sono rappresentazioni simboliche delle esperienze di vita di ciascuno, e pertanto consentono di evincere, per analogia, le dinamiche di comportamento personali.

Guardare un film in quest’ottica può essere considerato persino propedeutico al cambiamento, in quanto l’analisi del profilo di un attore può fornire uno spunto per interrogarsi su quali lati del proprio carattere potrebbero essere smussati e quali potenziati.
Il lavoro sul carattere infatti, non consiste, come si potrebbe pensare, in una trasformazione del proprio stile di personalità in toto, bensì in una sorta di modellamento scultoreo, ove l’artista (il cliente) è aiutato dal maestro (il terapeuta) a trovare gli strumenti adatti a togliere ciò che c’è di troppo e aggiungere ciò che manca, per rendere l’opera più armonica.

Vedere un film può essere utile anche per prendere dimestichezza con l’enneagramma, che è uno strumento utile per approfondire la conoscenza del carattere e per comprendere i motivi sottostanti il comportamento umano. Si tratta di un modello che ha individuato l’esistenza di nove tipi di personalità o enneatipi, ciascuno caratterizzato da aspetti nei quali tutti possono ritrovarsi e dei quali alcuni, più di altri, coincidono con il proprio modo di essere.
Osservare il modo in cui un attore ricalca i tratti preminenti di un determinato profilo è fondamentale perché talvolta la sua interpretazione sembra riflettere in maniera sorprendente quelli del nostro carattere o di una persona che conosciamo. Perciò, attraverso la visione di un film è più facile riscontrare una somiglianza tra il proprio carattere e una delle nove personalità, riconoscendo così il proprio enneatipo.

Molti personaggi nei film richiamano stili di personalità di cui sono l’emblema, in quanto i loro aspetti caratteriali vengono accentuati e proprio per questo sono più facilmente riconoscibili.

Per esempio, in quasi tutti i suoi film, Woody Allen impersona il soggetto ipocondriaco, permettendo ad ognuno di identificarsi con alcune paure che, riviste nel modo eccessivo in cui le manifesta, ricordano il tratto dominante dell’enneatipo Sei. Così Jean Reno e Bruce Willis, quando interpretano la figura del duro, che sotto la spessa corazza cela il suo lato più docile, riflettono l’atteggiamento adottato dagli enneatipi Otto per non mostrarsi vulnerabili. Alcune tra le più grandi icone cinematografiche incarnano in maniera esemplare gli enneatipi Due, che seducono gli uomini con l'aria ingenua di chi sembra cadere dalle nuvole, come fa Marylin Monroe nel celebre film: ‘Quando la moglie è in vacanza’. Invece, Amélie, che nel suo ‘mondo favoloso’ appare come fosse avvolta da uno strato di celofan, nasconde a tutti le sue buone azioni, per non incorrere nel rischio di stringere relazioni più strette, come è solito fare un enneatipo Cinque, perché terrorizzato dall’idea di entrare in intimità con l’altro.

In genere il modus operandi del protagonista si può attribuire ad un tipo caratteriale ben definito perché il ruolo che interpreta ha una funzione specifica, ovvero è motivato a perseguire un obiettivo, in virtù di un determinato bisogno. Questo meccanismo, sulla base del quale si strutturano tutte le modalità caratteriali, induce ciascun enneatipo a specializzarsi nell'adozione di un dato comportamento funzionale ad un unico bisogno: essere amati.

Sostanzialmente il fine per il quale tutti si adoperano è comune, ma la modalità scelta per perseguire l’obiettivo cambia a seconda dell’enneatipo, un po' come succede per la trama di una storia, che è identica in tutti i film, seppure il modo in cui si dipana sia sempre diverso.

Tuttavia, nella realtà, a differenza di quanto fanno gli attori nei film, l’individuo recita sempre la stessa parte, prestabilita in funzione del bisogno di apparire come una persona apprezzabile.

Se ci identifichiamo nell’attore che riflette meglio il nostro stile personale, possiamo diventare consapevoli della parte che recitiamo nella vita reale, e apprendere nuove modalità di comportamento per diventare autentici.

Dato che la parte interpretata dai protagonisti rappresenta la caricatura di un carattere chiaramente riconducibile ad un determinato tipo dell’enneagramma, guardare certi film può essere utile per riscontrare se ci sia una rispondenza con il proprio.
A tal fine, presento un’analisi psicologica del profilo di ciascun attore protagonista, seguendo passo dopo passo le scene più salienti del film, nelle quali è possibile ravvisare i comportamenti che, nella fattispecie, sono tipici di un carattere.
Sebbene, soprattutto per chi si accinge per la prima volta alla conoscenza dell’enneagramma, il rispecchiamento non sia sempre immediato, scorrendo i nove articoli ad esso dedicati, è possibile farsi un’idea degli aspetti più rilevanti che distinguono un enneatipo dall’altro.
Buona lettura.

Filmografia:

Eva contro Eva (All about Eve), Joseph L. Mankiewicz, 1946

Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain), Jean-Pierre Jeunet, 2001

Il sorpasso, Dino Risi, 1962

L’Erba di Grace (Saving Grace), Nigel Cole, 2000

La solitudine dei numeri primi, Saverio Costanzo, 2010

Léon, Luc Besson, 1994

Provaci ancora Sam (Play it Again, Sam), Herbert Ross, 1972

Quel che resta del giorno (The Remains of the Day), James Ivory, 1993

Truman Capote – A sangue freddo (Capote), Bennet Miller, 2005



 

 

 

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